
La riconferma di Pina Pellegriti alla guida del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Adrano viene celebrata in un festino come il riconoscimento dell’«impegno profuso e delle attività svolte». Fin qui, nulla di particolarmente sorprendente. Ma è quello che accade intorno al festeggiamento a rendere la vicenda politicamente molto più curiosa.
Perché ad Adrano, nel momento in cui il M5S celebra la riconferma della propria rappresentante territoriale, compaiono insieme Antoci, Di Paola con l’irruzione di Ismaele La Vardera. Quest’ultimo, protagonista delle vicende di Controcorrente, arriva dunque proprio ad Adrano, dove il figlio della Pellegriti ricopre il ruolo di rappresentante del Faro di Controcorrente. Ma guarda un pò. Una coincidenza? Certamente può esserlo. Ma la tempistica offre materiale per qualche domanda in più.
Mentre ad Agrigento esplode, come detto, la polemica sulla presunta casa abusiva riconducibile al vicesindaco di Sodano, con La Vardera che rompe apertamente quell’equilibrio politico e con Controcorrente che sembra andare incontro a una vera e propria resa dei conti. È lo stesso La Vardera che irrompe ad Adrano per festeggiare, insieme agli esponenti pentastellati, proprio in un immobile che secondo le informazioni circolate, presenterebbe anch’esso profili urbanistici da chiarire?
Ed è qui che nasce la domanda, inevitabilmente scomoda, l’abusivismo edilizio viene giudicato sempre con lo stesso metro oppure esiste un abusivismo “buono” e uno “cattivo”, a seconda di chi occupa l’immobile?
Perché se ad Agrigento una questione urbanistica diventa una battaglia politica, ad Adrano sarebbe interessante capire quale sia esattamente lo status urbanistico del luogo scelto per celebrare la riconferma della rappresentante M5S. Nessuna condanna preventiva, dunque. Solo una richiesta molto semplice, stesso metro, stessi criteri, stessa trasparenza? È veramente abusivo l’immobile usato per il festino? È il solito doppiopesismo dalla morale variabile?
Se tutto fosse perfettamente regolare, sarà sufficiente mostrare gli atti e chiudere la questione e dire che abbiamo preso un abbaglio. Altrimenti il vero festino potrebbe essere quello delle doppie morali.
E poi c’è un particolare che merita una sottolineatura. Il figlio di Pina Pellegriti è il rappresentante del Faro di Controcorrente ad Adrano. Tutti insieme appassionatamente? Un altro caso di inciucio politico? Una proposta elettorale?
E qui la metafora affiora spontanea, tutti i fari, quando la lampada gira, alternano luce e ombra. Prima illumina una parte del panorama, poi la lascia al buio. Poi gira ancora… e torna la luce. Ma questo è ormai un must controcorrente… non solo ad Agrigento e ad Adrano, ma se si guarda anche ad altri comuni molto vicini, ci si accorge che le ombre sembrano superare le luci. Ma in campagna elettorale…
Sarà forse questa la vera filosofia di Controcorrente? Un po’ di luce ad Agrigento, un po’ d’ombra ad Adrano, poi si gira la lampada e cambia tutto. E mentre i protagonisti si ritrovano insieme al festino pentastellato, viene spontaneo chiedersi, la luce illumina sempre gli stessi fatti o dipende da dove sta girando il faro? Perché in politica, si sa, a volte non è il panorama a cambiare. È semplicemente la luce che gira.