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PATERNÒ 2036: IL FUTURO PASSA, LA POLITICA RESTA A GUARDARE?

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Una città strategicamente collocata, ma senza una strategia. Mentre i Comuni vicini progettano il futuro, la politica locale sembra prigioniera delle proprie dinamiche, più impegnata a contendersi il governo della città che a immaginarne il destino.

Riscontriamo un interessante articolo di Francesco Finocchiaro in una visione pratica sul quale ci cimentiamo a fare una esegesi attenta e cruda.

Il vero deficit di Paternò non è geografico, economico o infrastrutturale. È politico e progettuale. Manca una visione capace di indicare una direzione, stabilire priorità e mobilitare energie e risorse. Il dibattito pubblico continua a ruotare intorno a candidature, alleanze, equilibri e ambizioni personali. Si discute di chi debba occupare la stanza dei bottoni, ma troppo poco di quali decisioni debbano essere prese. Nel frattempo, il territorio cambia e i Comuni vicini si organizzano. Le opportunità non aspettano i tempi delle trattative politiche. Non aspettano neppure il menefreghismo gattopardesco della commissione straordinaria.

La metropolitana rappresenta un’occasione storica, ma la stazione Ardizzone, collocata ai margini del centro urbano, rischia di diventare un’infrastruttura senza probabili ricadute reali nella città. Il People Mover non è un accessorio, ma una condizione strategica per collegare la stazione al centro, alle attività commerciali, produttive e ai servizi cittadini. Senza questo collegamento, la metropolitana potrebbe transitare sul territorio senza generare una vera centralità per la città. Mentre in altri luoghi (Etnapolis e Etnafiere) la stazione della metro arriva fino all’ingresso degli stessi.

  • CINQUE PROGRAMMI OPERATIVI SENSATI, DALLE PAROLE AI FATTI:
  1. MOBILITÀ: PROGETTO PEOPLE MOVER
  • Aprire un tavolo istituzionale con Regione e Ferrovia Circumetnea.
  • Elaborare uno studio di fattibilità tecnico-economica per il collegamento Ardizzone-centro urbano.
  • Individuare tracciato, costi, alternative tecnologiche e fonti di finanziamento.
  • Progettare un nodo intermodale con parcheggi, autobus e servizi di interscambio.

Obiettivo: trasformare Ardizzone in una vera porta d’accesso alla città e al comprensorio.

2. ECONOMIA: PRODURRE, COLLEGARE, ATTRARRE

  • Censire e riqualificare le aree industriali e artigianali.
  • Elaborare un piano per le infrastrutture e i servizi alle imprese.
  • Avviare uno studio sulla Ferrovia delle Arance e sulle sue potenzialità logistiche.
  • Progettare con Santa Maria di Licodia un polo agroalimentare nell’area di Schettino.
  • Attivare uno sportello comunale per accompagnare imprese e investitori.

Obiettivo: costruire un sistema commerciale e produttivo competitivo e collegato alle infrastrutture metropolitane.

3. TURISMO: METTERE A SISTEMA IL PATRIMONIO

  • Predisporre un progetto unitario per Hybla Major, Salinelle e centro storico.
  • Migliorare accessibilità, percorsi, segnaletica e servizi di visita.
  • Coinvolgere università e istituti di ricerca nella valorizzazione scientifica e ambientale delle Salinelle.
  • Realizzare un calendario permanente di eventi culturali, turistici ed enogastronomici.

Obiettivo: trasformare risorse oggi frammentate in una destinazione territoriale riconoscibile.

4. ALLEANZA TERRITORIALE: COSTRUIRE UN COMPRENSORIO

  • Promuovere un tavolo permanente con Adrano, Biancavilla, Bronte e Santa Maria di Licodia.
  • Estendere il confronto ai Comuni dell’entroterra ennese.
  • Sottoscrivere un Patto territoriale per mobilità, sviluppo economico e turismo.
  • Presentare progetti condivisi alla Regione e al Governo.
  • Progettare con Santa Maria di Licodia un polo agroalimentare nell’area di Schettino.

Obiettivo: superare la frammentazione amministrativa e rafforzare il peso dell’intero territorio.

5. PROGRAMMAZIONE: UNA CABINA DI REGIA E RESPONSABILITÀ CERTE

  • Istituire un Ufficio per la programmazione strategica.
  • Individuare un responsabile per ogni progetto.
  • Costruire un portafoglio di interventi con costi, finanziamenti e obiettivi.
  • Pubblicare periodicamente un rapporto sullo stato di attuazione.

Obiettivo: passare dagli annunci ai progetti, dai progetti ai finanziamenti e dai finanziamenti alle opere.

  • LA QUESTIONE POLITICA RESTA APERTA

Quindi non servono altri proclami. Serve un Piano strategico Paternò 2036, capace di superare l’orizzonte delle convenienze elettorali. Mentre i Comuni vicini si organizzano per conquistare nuove opportunità, questa città rischia di perdere anche quelle che la geografia le ha già regalato. La domanda non è chi vuole amministrare Paternò, ma se scoprire se esiste qualcuno che sappia finalmente progettarne il futuro. Il rischio più grande è avere sotto casa la metropolitana e restare comunque fuori dai giochi.

Chiudiamo con una frase, pertinente, di Finocchiaro: «Paternò ha bisogno di un progetto, di una classe politica che sappia vedere oltre, meno preoccupata di decidere chi debba guidare la macchina e più attenta a capire dove voglia andare con la stessa macchina. Lo dice Alessandro De Angelis, vicedirettore de La Stampa, a L’Elefante su Rai 3, parlando delle alchimie politiche dei tanti campi in costruzione. Meditate, gente».