A Paternò va in scena il solito copione, organizzazioni “sinistre” e loro collaterali (Caritas Vicariale Mensa Sociale ‘La Bisaccia del Pellegrino’, Apas Paternò, ANPI Paternò, Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto, OFS e Gi.Fra) che invocano accoglienza, inclusione e diritti, mentre restano sul tavolo domande scomode sulla sicurezza cittadina, sulla legalità, sugli alloggi irregolari e sugli eventuali interessi economici che ruotano attorno alla gestione dei migranti.

Le recenti verifiche dei Carabinieri sugli affitti irregolari rendono queste domande ancora più urgenti. Chi mette a disposizione gli immobili? Chi incassa? Chi controlla? I cittadini hanno diritto a risposte concrete, non a lezioni di buonismo.
E c’è anche la questione dell’Albergo Sicilia, per il quale era stata prospettata una destinazione legata all’accoglienza dei migranti, nonostante le perplessità sulla sua vocazione e sul futuro della struttura. Chi ha avanzato la proposta respinta è l’associazione Penelope. Quali accordi erano previsti? Quali costi e quali benefici? Sono interrogativi legittimi, che meritano trasparenza totale.
Perché il punto è proprio questo, l’accoglienza è un dovere di civiltà, ma non può trasformarsi in un affare intoccabile. Chiunque gestisca progetti, immobili o servizi deve rendere conto del proprio operato. Nessuna organizzazione può pretendere una patente automatica di moralità soltanto perché usa la parola «solidarietà».
Nel frattempo, Paternò deve affrontare i propri problemi, tutelare i residenti, garantire la sicurezza e impedire che le persone più vulnerabili finiscano nelle mani di chi potrebbe sfruttarle. Non si può ricreare un altro Cara Mineo.
Basta usare il buonismo come scudo contro le domande scomode ed etichettare chi le fa come il demonio. La città non è un bancomat, gli immobili non sono pedine da spostare senza spiegazioni e la solidarietà non è un lasciapassare per nessuno. Chi propone l’accoglienza chiarisca progetti, costi e responsabilità. Chi sbaglia risponda. E chi parla a nome della solidarietà dimostri, con i fatti, di agire davvero nell’interesse delle persone e della comunità, non solo dei propri e non a scopo elettorale.
A Paternò non servono prediche ideologiche, servono trasparenza, legalità e risposte. Subito.