Non è soltanto una questione di edifici antichi. È il modo in cui una comunità decide di custodire la propria identità e trasformarla in un’opportunità di sviluppo. La domanda è inevitabile: perché la Cunziria ha imboccato la strada della rigenerazione, mentre la Gancia continua ad attendere una prospettiva concreta?
- CUNZIRIA: DAL DEGRADO A UN PROGETTO DA 20 MILIONI
A Vizzini, il Borgo della Cunziria, antico villaggio di conciatori reso celebre dalla Cavalleria rusticana di Giovanni Verga, è al centro di un progetto di rigenerazione urbana e sociale sostenuto dal PNRR, nell’ambito del Bando Borghi, con un finanziamento indicato in circa 20 milioni di euro.
Il programma punta al recupero degli edifici storici, alla valorizzazione del paesaggio e alla creazione di spazi culturali, laboratori, attività formative e percorsi legati alle nuove tecnologie. L’obiettivo è trasformare un luogo della memoria in una risorsa per il turismo, la ricerca e l’economia locale.
Il finanziamento, naturalmente, non basta a certificare il successo: occorre verificare lavori realizzati, somme spese, scadenze e futura gestione. Ma la Cunziria dispone di una strategia riconoscibile, che lega il recupero materiale a una prospettiva di sviluppo.
- GANCIA: DOVE SONO I PROGETTI, DOV’É LA VISIONE?
A Paternò, ai piedi del Castello Normanno, la Gancia custodisce una parte significativa della storia cittadina. Potrebbe diventare il fulcro di un itinerario culturale integrato con il centro storico e gli altri beni identitari. Eppure, manca una prospettiva di rigenerazione altrettanto riconoscibile. È qui che il confronto diventa un interrogativo politico e amministrativo.
Quali progetti sono stati predisposti? Quali finanziamenti sono stati richiesti? Quali interventi sono stati realizzati e quali, eventualmente, sono rimasti sulla carta? Per rispondere occorre consultare delibere, piani di recupero, progetti esecutivi, richieste di finanziamento e rendicontazioni. Vanno chiariti anche proprietà, vincoli, condizioni degli immobili e competenze degli enti coinvolti.
Se i progetti non esistono, bisogna capire perché. Se esistono, bisogna verificarne l’attuazione. Se sono state perse opportunità di finanziamento, occorre ricostruire i fatti attraverso gli atti. Si tratta di pretendere trasparenza. L’abbandono è visibile; le eventuali responsabilità vanno accertate attraverso fatti e documenti.
- DUE BORGHI, UNA QUESTIONE DI RESPONSABILITÀ
Cunziria e Gancia presentano caratteristiche e condizioni differenti, il confronto non può ignorare vincoli, proprietà e strumenti finanziari disponibili. Resta però un punto comune, il patrimonio storico ha bisogno di programmazione, competenze e continuità amministrativa.
La Gancia richiede una ricognizione pubblica che chiarisca lo stato degli immobili e le priorità di recupero; i progetti predisposti e gli interventi già effettuati; i finanziamenti richiesti, ottenuti o eventualmente non utilizzati; gli enti responsabili e gli ostacoli che impediscono di procedere; tempi, costi e obiettivi di un piano concreto di rigenerazione.
Un dossier pubblico consentirebbe di distinguere le difficoltà oggettive dalle eventuali omissioni e di costruire un programma sostenibile, collegando la Gancia al Castello Normanno e al sistema culturale cittadino. Non servono annunci faraonici. Servono progetti finanziabili, scadenze verificabili e una gestione capace di restituire funzione e vitalità al quartiere. Serve una visione.
- LA STORIA NON SI SALVA CON LE CELEBRAZIONI
La Cunziria prova a trasformare il passato in una risorsa per il futuro. La Gancia pone invece a Paternò una domanda che non può essere elusa: che cosa è stato fatto, che cosa non è stato fatto e quali impegni concreti si intendono assumere?
La risposta deve arrivare dall’amministrazione, non dalle dichiarazioni di principio. Solo così sarà possibile individuare gli ostacoli, accertare le responsabilità effettive e avviare un recupero credibile. Perché un patrimonio storico lasciato languire non è soltanto una bellezza perduta, è un’occasione culturale, economica e identitaria sottratta alla comunità. La Cunziria indica una strada. La Gancia attende ancora una visione capace di trasformare la memoria in futuro e opportunità.
(Grazie all’arch. Ornella Palmiciano per il contributo)