
L’obiettivo è riportare al centro del dibattito pubblico il futuro della linea ferroviaria Motta Sant’Anastasia–Regalbuto, un’infrastruttura che potrebbe rappresentare ancora oggi un corridoio strategico per Paternò, la Valle del Simeto e l’intera Sicilia orientale.
Il Comitato non è contrario alle piste ciclabili, alla mobilità dolce o alla valorizzazione del paesaggio e del turismo. Al contrario, ritiene che siano importanti strumenti di sviluppo. La questione è un’altra, è davvero necessario cancellare definitivamente il sedime ferroviario per realizzare una greenway?
Trasformare un’intera infrastruttura ferroviaria in pista ciclopedonale significa compiere una scelta potenzialmente irreversibile. Una pista ciclabile può essere modificata nel tempo; un sedime ferroviario perduto è molto più difficile da ricostruire.
Per questo il Comitato chiede che, prima di qualsiasi decisione definitiva, vengano valutate concretamente almeno tre possibilità: greenway integrale, conservazione del corridoio ferroviario e soluzione integrata ferrovia–mobilità ciclabile, tecnicamente possibile.
Chiediamo di riattivare la ferrovia. Chiediamo di verificare se possa rappresentare una possibilità concreta per il futuro.
Servono studi seri sui flussi di passeggeri e merci, sui costi, sulla sostenibilità economica, sui collegamenti con Catania, aeroporto, porto e rete ferroviaria regionale, nonché sui benefici per le imprese, il turismo e le comunità della Valle del Simeto.
Paternò e i territori attraversati dalla vecchia linea hanno bisogno di collegamenti moderni e intermodali. Non è necessario scegliere tra ferrovia e bicicletta, il vero obiettivo dovrebbe essere costruire un sistema nel quale ferro, mobilità dolce, turismo e ambiente possano convivere.
Il Comitato chiede inoltre trasparenza e partecipazione reale. Cittadini, imprese, associazioni, tecnici e operatori economici devono poter conoscere e discutere preventivamente costi, alternative e conseguenze delle scelte che riguardano il futuro dell’infrastruttura.
Quando una decisione può diventare irreversibile, il territorio ha il diritto di essere ascoltato prima, non soltanto informato dopo.