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AMA – GIOVANNI PARISI PRESENTA IL BILANCIO, NOI PRESENTIAMO L’ESEGESI DEL COMUNICATO STAMPA.

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Debiti fiscali per oltre 1,6 milioni, crediti difficili da recuperare e una causa da 1,8 milioni contro l’ex amministratore. La perdita di 778 euro non racconta un’azienda risanata, ma un’azienda che prova a uscire da una lunga stagione di criticità.  L’esegesi del comunicato stampa è il tentativo di sfuggire a una tentazione alla quale, puntualmente, finiamo però per cedere.


Se ci si fermasse al dato finale del bilancio 2025, qualcuno potrebbe persino parlare di successo: una perdita limitata a soli 778 euro. Ma è sufficiente leggere il comunicato diffuso da AMA S.p.A. per comprendere che quel numero rappresenta probabilmente l’aspetto meno significativo dell’intera vicenda. Il documento, infatti, non certifica il raggiungimento dell’equilibrio economico, bensì fotografa una società che arriva al 2026 con una situazione ancora estremamente delicata: debiti verso l’Erario superiori a 1,6 milioni di euro, crediti accumulati in anni di morosità, una gestione ordinaria che non ha ancora raggiunto l’equilibrio e un’azione di responsabilità da circa 1,8 milioni di euro promossa nei confronti dell’ex amministratore. La stessa società chiarisce che il risultato economico è stato possibile grazie a una sopravvenienza attiva di natura straordinaria, precisando che la gestione caratteristica non è ancora in grado di garantire un equilibrio strutturale. In altre parole, il bilancio non racconta un’azienda risanata, ma un’azienda che ha appena iniziato ad affrontare la propria crisi. Tra gli elementi più significativi emerge la posizione debitoria nei confronti dell’Erario. Il comunicato riferisce di oltre 1,6 milioni di euro di debiti fiscali e richiama irregolarità nel versamento dell’IVA a partire dal 2022. Si tratta di dati che descrivono una situazione di forte sofferenza finanziaria e che inevitabilmente sollevano interrogativi sul funzionamento dei sistemi di controllo e sulla vigilanza esercitata negli anni dagli organi societari e dal socio pubblico. La morosità degli utenti viene indicata come una delle principali cause della crisi. È certamente un fattore rilevante, ma il comunicato contiene anche un’ammissione destinata a pesare nel giudizio complessivo, per anni non sarebbe stata svolta un’efficace attività di recupero dei crediti. È un passaggio che sposta almeno in parte l’attenzione dalle responsabilità degli utenti a quelle dell’organizzazione aziendale. Se una parte consistente delle somme dovute è rimasta insoluta per oltre dieci anni, il problema non riguarda soltanto chi non ha pagato, ma anche chi avrebbe dovuto attivare tempestivamente gli strumenti previsti per la riscossione. La nuova procedura di recupero crediti, conforme agli standard ARERA, con rateizzazione e possibilità di agevolazioni per le famiglie in difficoltà, rappresenta un intervento necessario. Resta però da verificare quanto di quei crediti potrà essere realmente recuperato dopo un periodo così lungo e quale sarà l’effettivo impatto sui conti della società. Il passaggio politicamente più significativo riguarda l’azione di responsabilità annunciata nei confronti dell’ex amministratore. AMA comunica di aver promosso una richiesta risarcitoria da circa 1,8 milioni di euro, prospettando possibili profili di mala gestio. È una scelta che segna una netta discontinuità rispetto al passato e che potrebbe avere riflessi anche sul dibattito politico cittadino.  Sul piano della comunicazione istituzionale emerge con chiarezza una precisa strategia narrativa, separare il “prima” dal “dopo”. Le criticità vengono ricondotte alle gestioni precedenti, mentre alla nuova governance viene affidato il compito del risanamento. È una linea comprensibile, ma che comporta anche una conseguenza inevitabile, esaurita la fase della ricostruzione delle responsabilità, il giudizio si sposterà progressivamente sulla capacità di produrre risultati concreti. Gli interventi annunciati, dalla ricerca delle perdite idriche al nuovo call center, fino al completamento degli investimenti finanziati con fondi europei e alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delineano un programma condivisibile. Nel comunicato, però, non trovano spazio un cronoprogramma dettagliato, indicatori di risultato o obiettivi quantitativi che consentano ai cittadini di verificare l’effettiva attuazione degli impegni assunti. Merita attenzione anche un altro particolare. AMA sottolinea che il bilancio è stato redatto per la prima volta in forma ordinaria e ringrazia una docente universitaria per il lavoro di ricostruzione delle poste contabili. Un riconoscimento inconsueto in un comunicato istituzionale che, indirettamente, restituisce la misura della complessità amministrativa e contabile affrontata dalla nuova gestione. Alla fine, il comunicato raggiunge forse un risultato diverso da quello che si proponeva. Più che certificare il risanamento, certifica la profondità della crisi dalla quale AMA sta cercando di uscire. La trasparenza con cui vengono descritte molte delle criticità rappresenta certamente un elemento positivo. Ma la trasparenza, da sola, non sarà sufficiente. Il vero giudizio arriverà nei prossimi anni, quando i cittadini potranno verificare se agli annunci seguiranno risultati concreti, continuità del servizio idrico, riduzione delle perdite della rete, recupero dei crediti realmente esigibili, equilibrio economico stabile e una gestione finalmente capace di prevenire il ripetersi delle criticità che oggi la stessa società porta alla luce. Perché il bilancio approvato dall’assemblea dei soci non rappresenta il punto d’arrivo del risanamento. È, piuttosto, la certificazione del punto da cui AMA è chiamata a ripartire.