
Paternò assiste al miracolo della campagna elettorale invisibile. Poche novità dall’intervista a Videostar. Ma una curiosa contraddizione. Russo dice di pensare a tutto, tranne che a fare il sindaco. Nel frattempo, però, il suo nome continua a muoversi dentro la città e quello di Santo Primavera compare sempre più spesso al suo fianco. Casualità? Politica regionale? O semplice riscaldamento dei motori? L’avvocato Andrea Nunzio Russo crede di avere trovato una formula politicamente interessante.
- Fare tutto quello che potrebbe fare un candidato senza dire di esserlo.
Una specie di candidatura in modalità fantasma, non si vede, non si dichiara, non si ufficializza, ma aleggia.
Ai microfoni di Videostar, infatti, Russo ci regala una delle frasi più suggestive e non credibili dell’intervista, oggi pensa a tutto, tranne che a candidarsi a sindaco. Una dichiarazione rispettabilissima. Peccato che arrivi dopo mesi nei quali il suo nome è stato associato alla possibile corsa per Palazzo Alessi, come candidato sindaco.
E allora la domanda viene quasi spontanea, siamo davanti a un ripensamento oppure a una nuova sofisticata tecnica di comunicazione politica? Perché una volta si faceva la campagna elettorale dicendo “Mi candido”. Oggi, evidentemente, siamo passati a un livello diverso, “Non mi candido, però vediamo intanto quanti mi seguono.” È la politica 4.0? No!
- LA CAMPAGNA ELETTORALE SENZA CANDIDATO
Il meccanismo, osservato con un minimo di ironia, è persino affascinante. Si parla di problemi della città. Si interviene sulla sicurezza. Si costruiscono relazioni. Si organizzano iniziative. Si entra nel dibattito politico. Si compare accanto a rappresentanti istituzionali. Si fa parlare del proprio nome. Poi, quando qualcuno chiede se per caso tutto questo abbia qualcosa a che vedere con una candidatura a sindaco, arriva la risposta, “Probabilmente no.” Perfetto. È come entrare in un ristorante, ordinare antipasto, primo, secondo e dolce e poi precisare al cameriere che non si ha nessuna intenzione di cenare. Ma la fame rimane.
- E POI SPUNTA SANTO PRIMAVERA
Ma il dettaglio che merita una particolare attenzione è la citazione sul deputato regionale Santo Primavera per alcune iniziative regionali che riguardano Paternò. Anche qui, naturalmente, niente di male. Anzi. È perfettamente legittimo che un deputato regionale sostenga iniziative e interlocuzioni sul territorio. Ma la politica, si sa, non vive soltanto di ciò che viene dichiarato. Vive anche di segnali.
E quando un esponente politico regionale affianca con una certa frequenza un volto che da mesi viene indicato come possibile protagonista della politica paternese come aspirante sindaco, qualche osservatore potrebbe perfino iniziare a farsi delle domande. Non necessariamente ci si rivolge alle prossime amministrative. Potrebbe esserci dell’altro. Potrebbe trattarsi, per esempio, di un test sul territorio in vista delle regionali. Ovvero quello di portare consensi per le regionali.
Un modo per capire quanto un determinato nome sia conosciuto, seguito, ascoltato e soprattutto votabile, per se e per altri. Del resto, la politica regionale ha bisogno di una cosa molto concreta, i voti. E Paternò, con il suo peso elettorale, non è esattamente un dettaglio trascurabile. Se questa fosse davvero la strategia, allora le iniziative di oggi potrebbero assumere un significato diverso. Non solo una campagna elettorale per il sindaco.
Una specie di prova generale. Una sorta di crash test politico. Vediamo quanta gente arriva. Vediamo chi si schiera. Vediamo chi applaude. Vediamo chi condivide. Vediamo chi si avvicina. Ma vediamo, quando arriverà il momento, quante schede entrano nell’urna, prima per le regionali, ci contiamo e poi…
- IL GRANDE ESERCIZIO DI POSIZIONAMENTO
Il punto, quindi, non è accusare qualcuno di fare ciò che non dichiara di voler fare. Il punto è osservare i fatti. Perché se Russo davvero non pensa alla candidatura a sindaco (non lo crediamo), benissimo. Ne prendiamo nota. Ma allora sarà interessante capire che cosa stia costruendo politicamente a Paternò. Perché una presenza pubblica costante, un’esposizione certa e un rapporto sempre più evidente con esponenti della politica regionale non sono necessariamente una candidatura, ma forse si. Ma certamente sono posizionamento politico. E il posizionamento, in politica, non si fa per beneficenza. Ricordando tra l’altro che l’on. Santo Primavera è del MPA, che non è trascurabile.
- C’È POI IL FATTORE “ESOGENO”
Poi c’è la questione forse più importante, il rapporto con la città. Russo rappresenta una presenza che arriva dall’esterno rispetto alla politica e alla quotidianità paternese. Anche questo non è un peccato. Non basta avere solo il certificato di nascita a Paternò per occuparsi di Paternò se poi non si è mai vissuta la città, mai. E la differenza sostanziale è tra occuparsi di una città sporadicamente e alla vigilia delle elezioni, e viverla. Paternò non è soltanto sicurezza, viabilità, eventi, servizi e amministrazione.
È una rete di rapporti umani e sociali che si costruisce nel tempo. È conoscere le periferie non perché ci si è andati per un’iniziativa, ma perché fanno parte della propria quotidianità. È conoscere le persone prima ancora dei loro ruoli politici. È sapere chi c’era ieri, chi c’è oggi e chi probabilmente ci sarà domani. È, soprattutto, essere riconosciuti come parte della comunità e non soltanto come interlocutori della comunità. Ed è proprio qui che arriverà il vero esame.
- PERCHÉ ALLA FINE ARRIVA SEMPRE IL MOMENTO DEL VOTO
Le interviste possono essere brillanti. Le dichiarazioni possono essere prudenti o esaltanti. Le iniziative possono essere numerose. Le fotografie possono essere perfette. Ma alla fine della giostra resta una sola cosa, la credibilità che si trasforma in consenso. E quello non si può raccontare. Si misura. Per questo, se Russo davvero non vuole candidarsi a sindaco, nessun problema. Ma se invece questa fase serve a misurare il proprio peso politico in città cambiando narrazione, allora sarà Paternò stessa a dare la risposta.
E sarà una risposta molto più interessante di qualsiasi intervista. Perché una cosa è certa, la politica può permettersi di essere ambigua, l’urna non lo è. E così Paternò si ritrova davanti a un curioso spettacolo, un possibile sedicente candidato per mesi, che non si candida, un deputato regionale che lo sostiene, iniziative che aumentano, un nome che circola e una città che osserva. Tutto questo, naturalmente, senza alcuna campagna elettorale palese. Ci mancherebbe.
È soltanto un lungo, accuratissimo e completamente interessato esercizio di… posizionamento. E se proprio non fosse una campagna elettorale, pazienza. Avrà almeno avuto il merito di assomigliarle parecchio. “Ma qua nisciuno è fesso”.